Un popolo che canta!

Se c’è qualcosa che fedelmente ha accompagnato e caratterizzato il culto della comunità cristiana attraverso i secoli, certamente è la musica ed il canto. il popolo cristiano è sempre stato indubbiamente “un popolo che canta” e che, anche in questo modo vuole esprimere la sua fede e la sua preghiera, prendendo seriamente l’esortazione apostolica che troviamo nella Bibbia, che dice: “La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente; istruitevi ed esortatevi gli uni gli altri con ogni sapienza; cantate di cuore a Dio, sotto l'impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali” (Colossesi 3:16). Tempo fa una persona, estranea al nostro ambiente, riferendosi ai cristiani evangelici, mi disse: “Ah sì, gli evangelici, quelli che cantano così di cuore!”. Il canto di una comunità evangelica durante il culto, era stato quello che particolarmente l’aveva impressionato. E’ ancora così?

Indubbiamente, nella mia esperienza, sì. Se partecipate ad un culto, come mi è capitato recentemente in Italia, di evangelici brasiliani, africani, oppure coreani, sarà per voi un’esperienza indimenticabile. Le chiese evangeliche italiane, a causa dell’immigrazione, stanno riempiendosi di credenti provenienti da ogni parte del mondo. Alcune di queste comunità sono state totalmente rivoluzionate (musicalmente parlando, ma non solo) dalla presenza ora di voci e strumenti i più diversi. Sconcertante è quanto avviene in comunità, per esempio, di rigida tendenza calvinista, che vede ora al culto non solo “un pienone” di volti d’ogni razza e nazione, ma anche di tam-tam e strumenti mai visti prima, come pure di chitarre elettriche e di strumenti a fiato, che regolarmente si alternano al più tradizionale organo a canne od armonium. Tutto questo non per discreditare l’organo, che continua ad avere la sua spiritualità e fascino, ma lo dico per sottolineare proprio il piacere che un cristiano ha nell’esprimere la sua lode e la sua adorazione di Dio con la musica ed il canto più diversi. Si potrebbe dire che non è nulla di straordinario, perché tutto questo è in linea con la più genuina tradizione biblica. Ricordate il Salmo 150? “Lodate Dio nel suo santuario, lodatelo nella distesa dove risplende la sua potenza. Lodatelo per le sue gesta, lodatelo secondo la sua somma grandezza. Lodatelo con il suono della tromba, lodatelo con il saltèrio e la cetra. Lodatelo con il timpano e le danze,lodatelo con gli strumenti a corda e con il flauto. Lodatelo con cembali risonanti, lodatelo con cembali squillanti. Ogni creatura che respira, lodi il SIGNORE. Alleluia”.

Da noi, nel Grigioni italiano, il fenomeno dell’immigrazione di evangelici, al quale assistiamo in Italia, ancora non si è manifestato [oserei dire: Speriamo che venga presto, per il bene delle nostre chiese che, il meno che si possa dire, stanno “perdendo di mordente”]. Basta però andare a Sondrio, nella locale comunità evangelica, appoggiata dalla Val Poschiavo, per vederla ora colma di evangelici rumeni che quando cantano [e suonano] al culto domenicale, beh, non passano inosservati (o meglio, inauditi) dagli abitanti del circondario che non hanno mai udito prima un tale melodioso “fracasso” proveniente dalla sala di riunioni evangelica! Il fenomeno dell’immigrazione può essere discusso e valutato in vario modo, ma una cosa è chiara: il Signore, attraverso questo fenomeno, “ci sta dicendo qualcosa” e in quel modo Egli ci sta benedicendo [benché qualcuno, dalla vista corta, interpreti questo fenomeno come piuttosto “una maledizione”].

Anche nel caso dell’immigrazione, per le nostre chiese evangeliche, non si tratterebbe di una novità! Molti hanno dimenticato quanto cospicua fosse nel ‘600 l’immigrazione nelle nostre valli di rifugiati dall’Italia per causa della persecuzione religiosa, in quel paese, contro i Protestanti. Anche allora l’immigrazione aveva sicuramente portato problemi sociali ai bregagliotti, ma anche tanta benedizione di “aria spirituale” nuova e senza dubbio anche di musica e di canto, dei quali ancora oggi beneficiamo.

E’ stato in quel periodo che sono stati prodotti in italiano, per il culto evangelico, i 150 Salmi cantati, ripresi dall’uso che se ne faceva a Ginevra, il cui valore spirituale ed artistico rimane oggi ancora insuperato e che, difatti, sono stati ristampati in lingua oggi corrente solo alcuni anni fa. Come non ricordare, poi, i canti suscitati dal risveglio pietista del ‘700, particolarmente quelli di Gian Battista Frizioni, che ancora risuonano nell’innario romancio dell’Engadina [Vedi, in Internet, un articolo in: http://www.riforma.net/storia/frizzoni.htm]. Ogni risveglio di fede e di spiritualità ha prodotto una nuova ondata di musica e di canto, come l’attuale movimento evangelicali e carismatico in particolare, i cui canti stanno entrando pian piano persino nel repertorio delle chiese “storiche”.

Non ho voluto, in questo articolo, percorrere in dettaglio la storia del canto e della musica e delle chiese evangeliche, cosa che è stata fatta egregiamente da specialisti in occasione del 450° anniversario della Riforma in Bregaglia (2002) [vedi: http://www.castellina.org/bregaglia/riformata/index.html] come pure da Carlo Lella (musicologo ed animatore evangelico italiano), in occasione della festa dell’Ascensione in Bregaglia nel 2004, ma solo, per così dire, “celebrare” la bellezza e l’importanza del canto per i cristiani, e per gli evangelici in particolare.

Perché l’apostolo Paolo esortava, nel testo citato all’inizio, a cantare di cuore a Dio, sotto l'impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali? Perché il nutrimento della Parola di Cristo non entra soltanto “dalla testa” (a livello intellettuale), ma ancora più efficacemente quando, con il canto e la musica “tocca il cuore”, allora si può dire veramente che essa (la Parola di Cristo) può radicarsi in noi, “dimorare” in noi, e portarvi l’abbondante frutto che promette.

Allora: "Cantate al SIGNORE, abitanti di tutta la terra, annunziate di giorno in giorno la sua salvezza!" (1 Cronache 16:23); "Cantate a Dio, cantate; cantate al nostro re, cantate!" (Salmo 47:6).

Per approfondire il tema, si veda, sempre su Internet, il libro, riprodotto completamente: “La musica della Riforma e della Controriforma in Val Bregaglia e nei territori soggetti alle Tre Leghe” di Alberto Colzani, in: http://www.riforma.net/libri/musicariforma/index.htm, come pure tutto ciò che riguarda il canto dei Salmi, in: http://www.riforma.net/salmi

 

Paolo Castellina

Tempo di Riforma, a cura di Paolo Castellina, pastore evangelico