“Predestinati” o “disponibili” in Atti 13:48?

Il testo di Atti 13:48 “Gli stranieri, udendo queste cose, si rallegravano e glorificavano la Parola di Dio; e tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero” (NR) indica forse che la fede è soltanto retaggio di coloro che sono stati predestinati a vita eterna, oppure si dovrebbe tradurre: “... e tutti quelli che erano disposti ad accettare la vita eterna credettero”, intendendo: “coloro che si dispongono (vogliono accettare Cristo), sono salvati”?

1. In primo luogo bisogna dire che tutte le traduzioni italiane (evangeliche e cattoliche), compresa quella latina antica, come indicato qui sotto, traducono: “ordinati”, “preordinati”, “destinati”, e non “disposti”.

¢koÚonta d t¦ œqnh œcairon kaˆ ™dÒxazon tÕn lÒgon toà kur…ou, kaˆ ™p…steusan Ósoi Ãsan tetagmšnoi e„j zw¾n a„ènion:

“akouonta de ta ethnê echairon kai edoxazon ton logon tou kuriou, kai episteusan hosoi êsan tetagmenoi eis zôên aiônion” (Trasl.)

“E i Gentili, udendo queste cose, si rallegrarono, e glorificavano la parola di Dio; e tutti coloro ch'erano ordinati a vita eterna credettero” (Diodati).

“I gentili, udendo queste cose, si rallegrarono e glorificavano la parola del Signore; e tutti coloro che erano preordinati alla vita eterna credettero” (ND)

“Gli stranieri, udendo queste cose, si rallegravano e glorificavano la Parola di Dio; e tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero” (NR)

“Nell'udir ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola di Dio e abbracciarono la fede tutti quelli che erano destinati alla vita eterna” (CEI).

“Sentendo queste cose i pagani si rallegrarono molto e si misero a lodare la parola del Signore. Tutti quelli che erano destinati alla vita eterna diventarono credenti” (TILC).

“audientes autem gentes gavisae sunt et glorificabant verbum Domini et crediderunt quotquot erant praeordinati ad vitam aeternam” (Vulgata)

“And when the Gentiles heard this, they were glad, and glorified the word of the Lord: and as many as were ordained to eternal life believed” (KJ).

2. Il termine “tetagmenoi” è nominativo, plurale, maschile, participio perfetto, passivo di “tasso”, che significa “disporre, stabilire in una certa condizione, dedicare ad un fine, destinare”, qui è passivo (non riflessivo), ed indica coloro che sono stati disposti, non “si sono disposti” né “si dispongono”.

3. La maggior parte delle accezioni del verbo sono passive, ed indicano subordinazione. Qualcuno stabilisce, prestabilisce.

“Perché anch'io sono uomo sottoposto all'autorità altrui, e ho sotto di me dei soldati; e dico a uno: "Vai", ed egli va; a un altro: "Vieni", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo", ed egli lo fa»” (Lu. 7:8).

“Ogni persona stia sottomessa alle autorità superiori; perché non vi è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono, sono stabilite da Dio” (Ro. 13:1).

“Quanto agli undici discepoli, essi andarono in Galilea sul monte che Gesù aveva loro designato” (Mt. 28:16).

“E, avendogli fissato un giorno, vennero a lui” (At. 28:23).

“E siccome Paolo e Barnaba dissentivano e discutevano vivacemente con loro, fu deciso che Paolo, Barnaba e alcuni altri fratelli salissero a Gerusalemme dagli apostoli e anziani per trattare la questione” (At. 15.2).

“Allora dissi: "Signore, che devo fare?" E il Signore mi disse: "Àlzati, va' a Damasco, e là ti saranno dette tutte le cose che ti è ordinato di fare" (At. 22:10).

4. L’unico al riflessivo è in: “Ora, fratelli, voi conoscete la famiglia di Stefana, sapete che è la primizia dell'Acaia, e che si è dedicata al servizio dei fratelli” (1 Co. 16:15).; “Parakalô de humas, adelfoi; oidate tên oikian Stefana, hoti estin aparchê tês Achaias kai eis diakonian tois hagiois etaxan heautous” (“etaxan” qui è attivo).

5. Leggere “disposti ad accettare” non traduce il verbo originale, che è passivo (qualcuno che induce, stabilisce dall’alto), ma implica un pregiudizio dottrinale: “Non è possibile che qui si dica ‘destinati’, ma…”, che indebitamente esalta la libertà umana, ritenuta “indiscutibile” e quindi forzando il testo a dire quello che non dice.

6. E’ inequivocabile che qui, così, si dica: “tutti quelli che sono stati disposti, preordinati, stabiliti, alla salvezza, credettero”. Si tratta solo di vedere “da chi” sono stati disposti: da un’autorità superiore che così ha stabilito (ovviamente Dio), oppure dall’autorità sovrana …della loro stessa volontà? Se fosse quest’ultimo caso, la cosa contraddirebbe innumerevoli altri testi biblici che indicano la sovranità di Dio ad eleggere a salvezza, a condurre a Cristo, ad impartire quella fede che essi non avrebbero mai potuto esercitare, essendo spiritualmente morti e per natura indisposti a credere in Cristo. La disponibilità alla fede rimane essa stessa un dono della grazia di Dio.

Commento di Matthew Henry

Molti fra loro divennero non solo esteriormente professanti la fede cristiana, ma sinceramente obbedienti alla fede. “Tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero”. Iddio, con il Suo Spirito, operò vera fede in coloro che Egli, nel Suo eterno consiglio, averva destinati all’eterna beatitudine. (1) Credettero coloro a cui Dio diede la grazia di credere, coloro che, con segreta e potente operazione, Egli portò a sottomettersi all’Evangelo di cristo, e rese volenterosi nel giorno del Suo potere. Vennero a Cristo coloro che il Padre attirò, e nel quali lo Spirito rese efficace la chiamata dell’Evangelo. E’ chiamata la fede operata dalla stessa potenza che ha fatto risorgere Gesù dai morti  (Cl. 2:12; Ef. 1:19,20). (2) Dio diede questa grazia di credere a coloro che erano stati ordinati a vita eterna (“quelli che ha predestinati li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati li ha pure glorificati” (Ro. 8:30), o “Tutti quelli che erano disposti a vita eterna, credettero”, quelli che avevano interesse per la loro condizione eterna, e miravano a assicurarsi vita eterna, credettero in Cristo, in cui Dio ha riposto quella vita (1 Gv. 5:11), e che n’è l’unica via. Fu la grazia di Dio ad operare in loro questi sentimenti. Allo stesso modo, tutti quei prigionieri il cui spirito era stato risvegliato da Dio, e quelli soltanto, furono quelli che trassero beneficio dal proclama di Ciro a ritornare in Israele, “i capi famiglia di Giuda e di Beniamino, i sacerdoti e i Leviti, tutti quelli ai quali Dio aveva destato lo spirito, si misero in cammino verso Gerusalemme per ricostruire la casa del SIGNORE” (Esdra 1:5). Saranno portati a credere in Cristo coloro che, per la Sua grazia, sono resi disponibili alla vita eterna e fanno di questo il loro obiettivo.


Sezione biblica - Tempo di Riforma - a cura del past. Paolo Castellina